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MATERIA SIGNATA . alle origini del mondo costruito

CONFERENZA –  BIBLIOTHECA ORIENTALIS ATTILIO PETRUCCIOLI DI FOLIGNO

GIUSEPPE STRAPPA.   

MATERIA SIGNATA  Alle origini del mondo costruito

 

Tel. 0742 340 495 | e mail: info@jacobilli.it | sito: www.jacobilli.it |
Si potrà seguire la diretta streaming dell iniziativa accedendo al canale You Tube della biblioteca attraverso il seguente link:
https://youtube.com/live/A49UEHkf_0I

I latini  intendevano con materia rerum l’origine delle cose.   La materia  era mater, la madre del mondo costruito. Anche se apparentemente inattuale, è, questo, un tema da riprendere oggi in seria considerazione perché l origine non è solo il momento in cui le cose cominciano, è anche la loro spiegazione. L’inizio della costruzione sta proprio nel riconoscere nella materia (la sostanza generica/generatrice di cui l’universo è costituito) il carattere di materiale, sostanza specifica adatta a edificare. Nella nostra società l’architetto “crea” una forma, poi si sceglie come realizzarla: il materiale è solo uno strumento. In realtà l’unico vero atto creativo, che contiene ancora la sacralità del costruire, è proprio saper distinguere il materiale, segnare la materia di una intenzione. Tornando all’origine, ragionando in modo semplice e diretto sul carattere della materia, si può leggere in modo nuovo l’architettura e scoprirne significati evidenti eppure nascosti.

G.Strappa SUBSTRATA – Morphology of the Ancient City, beyond its Ruins

  Substrata. Morphology of the Ancient City, beyond its Ruins

by Giuseppe Strappa, in U+D 9/10, 2018

click here :  Substrata 2 articolo

 

Abstract
Studies concerning existing city layouts have
shown how an analysis of the historic layers
proves to be an important resource for morphological
studies.
Taking the ancient Rome as an example, the essay
tries to give contribution to a scientific understanding
of the way in which the layered forms
of history have been transmitted to modern cities.
It is proposed to substitute the term ‘ruin’, as
romantic as overused to the point where it has
exhausted the possibility of proposing definitions
useful to morphological studies, with the most
appropriate term of ‘substratum’ as the living basis
from which new organisms can spring.
The substratum is proposed as powerful legacy
of guidelines, not oriented towards imitating the
past, which could support the work of contemporary
architects transmitting a set of multiple,
shared meanings (as in every phase of the great
civil crisis) in contrast to the individualistic trend
of nowadays architectural design.
As in every phase of the great civil crisis.

Leggere la periferia con occhi nuovi

 

 

LEGGERE LA PERIFERIA CON OCCHI NUOVI
Giuseppe Strappa

presentazione a: Edilizia privata a Roma. Quale idea di città?
Anna Irene Del Monaco, Maria Rosaria Guarini, Manuela Raitano,  Nuova Cultura, Roma 2016

leggi l’articolo al link:   periferia

Il problema dello studio della nostra periferia, di una città moderna che si è sviluppata in modo contraddittorio nel territorio di confine tra tessuti consolidati e campagna, è quello di leggere un’edilizia nuova sulla quale, al confronto con la bellezza e l’autorità riconosciuta al centro antico, si è consolidato un giudizio sbrigativo di città instabile e vaga, non legittimata dalla storia: senza struttura.
Le tante letture che si sono succedute, dal neorealismo in poi, nella letteratura, nel cinema, nell’architettura, non hanno fatto che rafforzare l’immagine di un indefinito mondo di confine, a volte estremo, trasformando la realtà di quartieri, insediamenti abusivi, intensivi abitativi pubblici o di speculazione, in luoghi della mente tanto verosimili e consolidati da essere accettati come verità: dalla disperazione delle case popolari di Val Melaina in Ladri di biciclette, alla speranza delusa delle abitazioni del Quadraro di Mamma Roma, ai fondali urbani dei drammi di Rossellini, De Sica, Antonioni, Monicelli, Zampa, Pasolini. L’ultimo brandello di ordine cui aggrapparsi prima del naufragio nei casermoni disordinati, sembrava costituito, curiosamente, dalla rigidità del Quartiere Don Bosco, nella versione metafisica che ne ha dato di Fellini o in quella ironica e malinconica di Dino Risi. Oltre questa soglia, astratta e simbolica, si stendeva un territorio di conflitto senza monumenti e senza memoria, che si alimentava di infiniti segni e permetteva infiniti codici.
Una città strabica, peraltro, che ha sperimentato il mito populista della crescita per quartieri indipendenti proprio nel momento di transizione della città………          continua a leggere     periferia

Daniela Poli- Patrimonio territoriale e bioregione urbana: la riscoperta delle morfologie del territorio

Daniela Poli      Patrimonio territoriale e bioregione urbana: la riscoperta delle morfologie del territorio

U+D urbanform and design   20/2023
articolo completo al link:     D Poli (1)

English abstract
The functionalist and modernizing vision of planning
has reduced the territory to a mere isomorphic
surface where activities and artefacts can
be allocated, separating the city from its reference
context. The rereading of the complexity
of the territory, the declination of the concept
of territorial heritage and the rediscovery of its
founding connection with proactive “patrimonial-
ization” practices have converged in the introduction
of the concept of urban bioregion which
reconstructs and gives value to long-term morphological
configurations, the so-called structural
invariants. The following article illustrates the
cornerstones of this path to the definition of the
city as a node of the eco-territorial network in
the urban bioregion.