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Annodamenti urbani: il processo formativo della Camera dei Deputati a Roma

 

La città della politica e il nodo
della Camera dei Deputati

di Giuseppe Strappa

in: La questione dell’ampliamento della Camera dei Deputati.  Lettura e prospettive per il progetto, a cura di
Paolo Carlotti, Anna Irene Del Monaco, Dina Nencini
Franco Angeli, Milano,  2018

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1. Mezzo secolo dopo
Il relitto urbano compreso tra Via di Campo Marzio e Via della
Missione, con le facciate cieche lasciate dalle demolizioni di Ernesto
Basile affacciate sul un’area utilizzata a strampalato posteggio al servizio dei deputati, costituisce un vero vulnus storico e civile per la città di Roma. Una lacerazione esposta e dolorosa che qualsiasi grande capitalemoderna avrebbe posto tra le priorità da risolvere.
Il problema della sua condizione di abbandono, esito di un confl itto
storico tra politica e cultura, è stato invece da tempo rimosso e, dal concorso del ‘67 per l’ampliamento della Camera dei Deputati, viene solo timidamente sollevato, di quando in quando, per poi essere presto dimenticato. Per questo il laboratorio Lpa (Lettura e Progetto dell’Architettura) ha riproposto il tema attraverso una ricerca che ha coinvolto anche il Dottorato Draco in Architettura e costruzione e alcuni corsi di progettazione, nella speranza che soprattutto le forze politiche riconsiderino operativamente la questione.
Porre oggi seriamente il problema signifi ca, a mio avviso, non risollevarlo nei termini consueti (l’insensibilità dei politici nei confronti degli architetti ecc.) ma vedere il tema con occhi nuovi, dalla parte  della città, leggendo il processo delle trasformazioni come fenomeno urbano a volte continuo, a volte contraddittorio, dove nuove istanze  politiche indirizzano la logica formativa degli organismi architettonici che, a Roma, è sempre derivata da una reinterpretazione dell’esistente. E capire come si può proporne, criticamente e realisticamente, la continuazione in termini contemporanei di un processo in atto, anche se con un lunghissimo iato.
Riconoscere criticamente questa dialettica, ritengo, è un passaggio
fondamentale, l’essenza stessa del progetto per le trasformazioni future.
Ragionare sull’area in questione è anche ripercorrere la sua storia,
prendere posizione rispetto alle molte, contraddittorie scelte che qui si sono fatte nel tempo, alle tante proposte che si sono susseguite e che si addensano, nella memoria di ogni architetto, intorno al nodo, politico prima ancora che architettonico, del concorso del ’67.  Ogni lettura, per un architetto, è azione critica, contiene una scelta e un progetto. Credo che questo sia il problema e, insieme, la ricchezza dell’operazione compiuta con il lavoro svolto sul tema dell’ampliamento della Camera dei Deputati che intende riproporre, in termini operativi, la necessità e l’urgenza di concludere una vicenda incredibilmente ancora aperta a mezzo secolo dal concorso. Si tratta, dunque, di un tema tutt’altro che ben perimetrato, che rimanda a problemi più generali, come sempre a Roma, dove il particolare diviene universale e tutto sembra coinvolgere scale, non solo architettoniche, sempre maggiori. …………….

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CANCELLAZIONI – U+D Urbanform and Design | n.24-25 2026

Urbanform and Design | n.24-25 2026

CANCELLAZIONI

LA FORMA DEI CONFLITTI, DELLE DISTRUZIONI E DELLE RINASCITE 

CANCELLATIONS

THE FORM OF CONFLICTS, DESTRUCTION, AND  REGENERATION

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U+D n. 24-25_2026_anno XIII

 

ARCHITETTURA DEI CONFLITTI E FORMA DELLA CITTA’

ARCHITETTURA DEI CONFLITTI E FORMA DELLA CITTA’

di Giuseppe Strappa

editoriale del n. 24725 DELLA RIVISTA U+D  “CANCELLAZIONI”

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Le dimensioni delle devastazioni provocate dai conflitti recenti, oltre a un inedito, inquietante tema di geopolitica internazionale, pongono complesse questioni delle quali si dovrà occupare lo studio della forma urbana, campo della conoscenza che si è interessato, fino ad ora, a come gli organismi edilizi, urbani, territoriali si siano formati, consolidati, e abbiano poi concluso il loro ciclo vitale permanendo nel tempo, in qualche modo, come traccia o tracciato, attraverso la forma dei loro confini.  Solo in questi ultimi anni stiamo assistendo al tentativo nuovissimo di cancellare ogni impronta, ogni lascito che testimoni una possibile continuità utile per il futuro.

Lo stato estremo di questa “pulizia patrimoniale” consiste nell’ eliminazione dei catasti, i segni immateriali dell’uso del suolo che costituiscono il sostrato operante della città, ne spiegano l’origine morfologica e la concatenazione delle successive trasformazioni. È l’atto definitivo di distruzione della forma urbana che trasforma gli insediamenti umani in terreni edificabili senza vincoli di proprietà, pura merce di scambio. Credo che occorra introdurre, dunque, nuovi di vista per i nostri studi. Forse bisogna osservare i processi formativi delle cose e delle vicende umane secondo nuovi paradigmi, riconoscendo le fasi della trasformazione nel rapporto tra i conflitti e i loro esiti sulla configurazione del mondo costruito.

Come per la costruzione di un organismo architettonico, anche per la distruzione dovremmo individuare, nella storia, stati successivi in funzione dei diversi tipi di cambiamento che le distruzioni generano.

Provo ad usare, in senso inverso, le stesse categorie della conoscenza che si potrebbero impiegare per comprendere le fasi di edificazione di una città o di un territorio.

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Costruire il patrimonio Presentazione dei numeri 21 e 22/23 della rivista U+D

ROMA TRE   Dottorato di ricerca Architettura: innovazione e patrimonio

Costruire il patrimonio.
Presentazione dei numeri 21 e 22/23 della rivista U+D

giovedì 18 giugno 2026
ore 17:00
Aula Musmeci  Ex Mattatoio di Testaccio
Largo G.B. Marzi n.10, Roma

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Introduce
Luigi Franciosini

Il contributo di U+D agli studi sul patrimonio
Giuseppe Strappa                                                                                                 Dipartimento di Architettura – Università degli Studi Roma Tre

Il patrimonio: dai frammenti al tutto
Paolo Carafa
Dipartimento di Scienze dell’Antichità – Sapienza Università di Roma

Abitare l’archeologia
Matteo Ieva
Dipartimento di Architettura, Costruzione e Design – Politecnico di Bari

Patrimoni e progetto
Nicola Scardigno
Dipartimento di Architettura, Costruzione e Design – Politecnico di Bari

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Ex Mattatoio di Testaccio
Largo G.B. Marzi n.10, Roma
giovedì 18 giugno 2026
ore 17:00
Aula Musmeci

07_VOCI DAL PATRIMONIO_18 giugno_blu

“La Repubblica, recita l’art. 9 della Costituzione, tutela inoltre il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione “anche nell’interesse delle future generazioni”.  Affermazione solo apparentemente scontata. Essa ci dice che l’idea di patrimonio culturale é anche il filo rosso che tiene unite nella memoria le vicende della storia, le sue tracce materiali e immateriali alle quali viene attribuito particolare valore, dando loro senso e continuità. Ma, nei suoi termini generali, esso costituisce soprattutto una scelta e un progetto. Contiene un’idea di futuro. Non tutto quello che abbiamo ereditato dal passato è, infatti, patrimonio culturale. Lo è, per definizione, solo quello cui attribuiamo valore, quello che contiene la qualità di rappresentare una comunità. Ne deriva che esso dovrebbe essere, oggi, non lascito inerte ma azione, implicando, come ogni progetto, un fine e una politica capace di trasformarlo in realtà. L’idea di patrimonio non è scindibile, in altri termini, da una visione generale che quelle scelte spieghi, che dimostri perché ad esempio, in un monumento siano più importanti i sostrati antichi, come si riteneva in molti restauri degli anni ’20, delle stratificazioni che li hanno trasformati, nella materia e nel significato, nel corso dei secoli. La nozione stessa eredità storica, il processo delle sue mutazioni nel corso del tempo, le sue connessioni con i valori in trasformazione che l’hanno generata, é essa stessa un prezioso lascito immateriale.
Il patrimonio, inteso nel suo senso generale di coscienza dell’insieme dei beni che una comunità possiede, é anche una grande sintesi che da significati sempre nuovi a fenomeni culturali formatisi, nel loro divenire storico, da un insieme di differenze.
Esso è, per questo, anche la trasmissione di un’impronta, un’identità lasciata anche a chi non la vuole o ad essa si ribella. Come nel racconto autobiografico di Philip Roth (Patrimonio, una storia vera, 1997) in cui l’autore accompagna il padre malato nel suo cammino estremo verso la morte e si accorge lentamente che la distanza che aveva cercato di mettere tra sé e il genitore si accorcia, che quello che rimane in eredità, nel sostrato della Newark ebraica di quegli anni, è una comune identità che, a lungo respinta, diviene ora una involontaria e immeritata rigenerazione, un lascito nel senso più pieno.

URBAN MORPHOLOGY LECTURES – THE PROCESS OF TECTONIC TRANSFORMATIONS : MATTER / MATERIAL / ELEMENT / CONSTRUCTION

 

LECTURE –

THE PROCESS OF TECTONIC TRANSFORMATIONS : MATTER / MATERIAL / ELEMENT / CONSTRUCTION

matter material

Matter is the physical and perceptible part of the world knowable through experience, the substance from which the
bodies of the universe are composed.
The term expresses both indeterminacy and the ability to receive form. Therefore, not being the building material, matter
is the given of the problem, preexisting any transformation.
It is the primary origin of the built reality.
It is no coincidence that the Latins used materia rerum to mean the origin of things. The term, moreover, etymologically
derives from mater : matter as the mother of all construction. But in Latin, mater also indicates the stump of a tree,
providing a suggestive image of the sequence of transformations through which the architect is called to operate: the
stump is the origin of the plant structure that necessarily binds branches, roots, and leaves. The difference between
matter and material concerns, even before the concrete construction, human consciousness. Recognizing within nature
the disposition of certain materials to be transformed into materials is part of the history of human consciousness
(spontaneous or critical) in relation to the Universe.