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Architectural knotting

Architectural knotting

Giuseppe Strappa

 

 

 

 

 

 

 

Duilio Cambellotti,  L’inizio (The beginning).

The awareness of being able to use primary and universal characters in new architectural organisms, built with innovative techniques, responding to new needs and aesthetic values, constitutes the essence of the transition of European architecture to modernity. Buildings constructed according to these principles represent the vast majority of the renewal of cities in the first forty years of the XXI century. The modern movement experiments, even if useful to explore new ways, are, in fact, a minor and not fundamental part in the real urban transformations, above all in the areas of more rooted masonry-plastic culture.
This explains. for example, how it was possible such an evident continuity in the development of architecture in Italy in the interwar period, even in political conditions inducing a rhetorical interpretation of the historical heritage.
These are durable building organisms, using architectural layouts that are still vital precisely because they have not conformed, over time, to a specific function. They are “generic” organisms in the etymological sense of the term, capable of generating whole families of multiple, new architectures.
Many modern buildings (such as universities, schools, postal buildings) tend in different ways, in continuity with historical processes, to form a society of solidary spaces linked by a common purpose and a common rule. This rule is indirectly derived from the transformation of fabrics, through the permanence of typical structures such as convents or palaces. The beginning of this modern process can be clearly identified in the “urban necessity” of linking the building to the external paths, tightening it, at the same time, around an open space that tends to become the true nucleus of the forming process.

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Reading and Designing in the Roman historical fabric

Workshop in Urban Morphology and Design

21th – 30th May, 2019
Faculty of Architecture, Sapienza University – Piazza Borghese, 9 – Rome

The workshop intend to offer the opportunity ,to students of Sapienza and Siberian Federal Universities, to methodically carry out an architectural study on the Rome historical fabric . Students will be followed by a teaching team of professors and tutors according to a project concerning:
  • the morphological reading of a limited part of Roman historical fabric through the methods of UM;
  • the representation and redesigning of the urban fabric;
  • the design of a new urban intervention concerning the recovery, contemporary design, urban restoration of the area under study.
As theme of the workshop is proposed the preservation and the processual transformation of the fabric structured by  the route Ponte Sisto / Piazza Trilussa / Via del Politeama / Via della Renella /  Piazza Tavani Arquati /  Viale Trastevere / Piazza Gioacchino Belli. The workshop will end with a presentation of the different works.

 

 

LETTURA E RIQUALIFICAZIONE URBANA DEL QUARTIERE DI SAN TELMO A BUENOS AIRES, Tesi di laurea di ANNA RITA DONATELLA AMATO

SAPIENZA UNIVERSITA’ DI ROMA
FACOLTA’ DI ARCHITETTURA VALLE GIULIA
CORSO DI LAUREA SPECIALISTICA ARCHITETTURA (RESTAURO)
TESI DI LAUREA IN PROGETTAZIONE ARCHITETTONICA: LETTURA E RIQUALIFICAZIONE URBANA DEL QUARTIERE DI SAN TELMO A BUENOS AIRES
RELATORE: PROF. GIUSEPPE STRAPPA
CORRELATORE: ARCH. ALESSANDRO FRANCHETTI PARDO
TUTOR: LUIS EDUARDO TOSONI
LAUREANDA: ANNA RITA DONATELLA AMATO

Buenos Aires rispecchia in molti suoi aspetti le caratteristiche tipiche di una metropoli contemporanea costituitasi non più di duecento anni fa; i grattacieli del micro centro e di puerto madero, le enormi avenidas e la sua struttura urbana sempre perpendicolare, mostrano la sua forte connotazione di città di fondazione interamente pianificata .
In questo contesto, che non sembrerebbe lasciar spazio a riflessioni sul processo formativo del tessuto urbano, si riscontra invece, in gran parte del patrimonio edilizio presente, una costante inaspettata che fa tesoro di molte caratteristiche figlie di un tipo edilizio mediterraneo che ha più di duemila anni. Il tipo a corte, della domus romana, viene importato in Argentina e in generale in latino-america dalle colonizzazioni spagnole e diventa la matrice di quel tessuto urbano che oggi è l’essenza di Buenos Aires.
La casa de patios, come dimostrano gli studi di F. Diez, corrisponde al tipo base, le cui evoluzioni e trasformazioni hanno determinato la formazione di tipi sempre più vicini alle esigenze di densità e modernità della città argentina, costituendo organismi edilizi, come l’edificio entre medianeras, in cui si coniugano l’esigenza di verticalità con la memoria della corte come spazio di distribuzione e, forse l’aspetto meno condivisibile, le stesse dimensioni del lotto di una casa de medio patio (7,5m circa, 10 varas), diretta derivazione della casa de patios.
In questo contesto si collocano i progetti di riqualificazione dell’ex patronato de infancia e dei progetti residenziali di Defensa y Carlos Calvos e Paseo Colon y Estados Unidos.
In tutti gli interventi , che vorrebbero costituire una sorta di metodo guida per la progettazione nel tessuto storico, il tema base è quello della stretta connessione tra percorsi e organismo architettonico, intendendo come tale anche le corti e gli spazi aperti che in questo senso concorrono alla definizione dell’organismo urbano a cui sono direttamente collegate.

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